UNA COOPERATIVA PUO’ PERDERE LA MUTUALITA’ PREVALENTE E RIMANERE COOPERATIVA?

 

 

Come si può  rimanere fra le cooperative a struttura mutualistica  in mancanza di rispetto dei criteri  della prevalenza dettati dagli articoli  2512-2513-2514 del codice civile?

I parametri individuati dagli articoli 2512,13 e ’14, c.c. non costituiscono elementi necessari per l’esistenza della società cooperativa così come definita dall’intero corpo normativo contenuto nel codice civile che va dall’articolo 2511 all’articolo 2548 del c.c..

Potremmo dividere l’intera galassia delle cooperative in due grossi gruppi:

a)    Le società cooperativa a mutualità prevalente

b)   Le società cooperativa “diverse” (a mutualità non prevalente)

Soffermandoci all’analisi di quelle appartenenti al secondo gruppo è possibile osservare che sarà necessario mantenere la prevalenza in termini di sussistenza di tutte le altre condizioni. Per esempio,  il rispetto del principio della porta aperta, un’effettiva partecipazione dei soci alle assemblee e alle altre manifestazioni della vita sociale, il rispetto del principio di democrazia interna e di partecipazione,  la garanzia dell’assenza dello scopo di lucro, la garanzia della parità di trattamento dei soci …

La mutualità prevalente o la mutualità di tipo “diverso” non intacca in alcun modo la natura mutualistica della cooperativa, che, costituita come tale, permane perfettamente nel modello disegnato dall’articolo 2511, cod. civ.. È, questo, un dato fondamentale che accomuna i 2 modelli cooperativi individuati e permette di considerare che il livello quantitativo, individuato dagli articoli 2512 e ’13 del rapporto (assieme ai requisiti ex art. 2514) con i soci si afferma esclusivamente come caratteristica legata all’applicazione delle agevolazioni fiscali e/o di altra natura.

Le disposizioni del codice civile fanno ben comprendere, quindi, che l’alternativa non contrappone società cooperative e non cooperative, bensì 2 diverse qualificazioni della stessa società mutualistica.

Il passaggio, infatti, da mutualità prevalente a mutualità non prevalente non prevede alcuna forma di trasformazione, bensì è sufficiente la rilevazione del venir meno della mutualità prevalente in sede di approvazione del bilancio del secondo esercizio, effettuata dalla stessa cooperativa.

Ricordiamo che si perde la qualificazione legale di “prevalenza” quando i parametri fissati dall’articolo 2513, cod. civ., vengano disattesi per 2 esercizi consecutivi. In conseguenza di ciò, la cooperativa verrà inserita nella sezione delle cooperative a mutualità diversa dell’Albo gestito dal Mise.

 

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