COSA ACCADE A UNA SOCIETA’ COOPERATIVA CHE NON ADOTTA IL “REGOLAMENTO -  L. 142/2001”?

 

L’obbligo di sottoscrivere il regolamento sussiste solo per quelle “cooperative che abbiano come oggetto della prestazione un’attività lavorativa resa dal socio” (Interpello MLPS prot. 6122 del 16/11/2006). Trattasi di quelle cooperative il cui scopo mutualistico, previsto dallo statuto, consiste nel procurare lavoro alle migliori condizioni possibili per i propri soci e il rapporto mutualistico ha ad oggetto la prestazione lavorativa da parte del socio (Circ. MLPS n. 34 del 17/06/2002). Attraverso il regolamento dovranno essere indicate le “…tipologie dei rapporti che si intendono attuare, in forma alternativa, con i soci lavoratori”. Art. 1, co. 3: “Il socio lavoratore di cooperativa stabilisce con la propria adesione o successivamente all’instaurazione del rapporto associativo un ulteriore rapporto di lavoro, in forma subordinata o autonoma o in qualsiasi altra forma, ivi compresi i rapporti di collaborazione coordinata non occasionale, con cui contribuisce comunque al raggiungimento degli scopi sociali…..”. La mancata adozione del regolamento interno impedisce alla cooperativa di:

a) inquadrare i propri soci con un rapporto di lavoro diverso da quello subordinato (circ. MLPS 10/2004; Circ. Inps 33/2002);

 b) deliberare in materia di adozione del piano di crisi aziendale. Art. 6, co. 1: lett. d) “l’attribuzione all’assemblea della facoltà di deliberare, all’occorrenza, un piano di crisi aziendale, nel quale siano salvaguardati, per quanto possibile, i livelli occupazionali e siano altresì previsti: la possibilità di riduzione temporanea dei trattamenti economici integrativi di cui al comma 2, lett. b), dell’art. 3; il divieto per l’intera durata del piano, di distribuzione di eventuali utili”; lett. e) “l’attribuzione all’assemblea della facoltà di deliberare, nell’ambito del piano di crisi aziendale di cui alla lett. d), forme di apporto anche economico, da parte dei soci lavoratori, alla soluzione della crisi, in proporzione alle disponibilità e capacità finanziarie.”

 c) approvare piani di avviamento dell’attività per nuove cooperative. Art. 6, co. 1 lett. f): “al fine di promuovere nuova imprenditorialità, nelle cooperative di nuova costituzione, la facoltà per l’assemblea della cooperativa di deliberare un piano di avviamento alle condizioni e secondo le modalità stabilite in accordi collettivi tra le associazioni nazionali del movimento cooperativo e le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative”. In assenza di accordi collettivi che individuino le relative modalità applicative, non è possibile per le cooperative deliberare i piani di avviamento. Gli accordi collettivi regolamentanti i piani di avviamento devono essere sottoscritti dalle associazioni nazionali del movimento cooperativo e dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative (Interpello n. 71/2009 del 12/10/2009).

d) accedere alle agevolazioni contributive per i rapporti di lavoro subordinato;

e) deliberare la sospensione  la sospensione del rapporto di lavoro. Interpello n. 1/2013. Sospensione del rapporto di lavoro con i soci lavoratori  “… in caso di riduzione dell’attività lavorativa per cause di forza maggiore o di circostanze oggettive, ovvero nelle ipotesi di crisi determinate da difficoltà temporanee della cooperativa, il regolamento interno potrebbe prevedere l’istituto della sospensione del rapporto di lavoro e, dunque, della sospensione delle reciproche obbligazioni contrattuali, scongiurando in tal modo il rischio di eventuali licenziamenti”. Condizioni: ð le cause legittimanti la sospensione temporanea dell’attività, per le quali non è presentata richiesta di ammortizzatori sociali, devono essere specificamente individuate dal regolamento interno e di volta in volta deliberate dal c.d.a. o da chi abbia titolo secondo statuto; ð nel regolamento interno devono essere declinate inequivoche condizioni che consentano, nel periodo di sospensione concordata delle reciproche prestazioni, un equilibrato utilizzo di tutta la forza lavoro della cooperativa, mediante specifica individuazione di criteri oggettivi di turnazione/rotazione del personale.

La mancata adozione del regolamento interno, inoltre, potrebbe esporre la società cooperativa anche alle pesanti conseguenze di cui all’art. 2545-sexiesdecies c.c. che prevede la revoca degli amministratori e dei sindaci da parte dell’autorità governativa e l’affidamento della gestione della società ad un commissario (art. 23-sexies D.L. 355/2003, conv. nella L. 47/2004).

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